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PER DIECI MINUTI. CHIARA GAMBERALE. EDITO DA FELTRINELLI.

Una lettura semplice, giovane, veloce, piacevole. Da spiaggia, potessimo essere lì.

Idee carine, un pò mi ricordano i romanzi che leggevo a 20 anni per svagarmi dagli studi di psicologia, per sognare; ma qui si tocca un punto interessante: qualcuno, come la maggior parte di noi, che vive una vita che non mette mai in dubbio (davvero non lo fai? Io ogni notte…per fortuna), che scorre lineare, specialmente riguardo ai rapporti con le persone. Spesso si vive la quotidianità di alcuni rapporti che solo per la loro durata nel tempo si considerano sicuri e si crede non possano cambiare mai, ma soprattutto non possano terminare mai. Sì, è vero che il tempo ci da questa illusione.

La realtà è spesso però diversa dalla verità, la realtà è quello che noi proiettiamo del nostro mondo interiore. E’ molto interessante però diventare consapevoli di come la realtà sia mutevole, di come siamo esseri dinamici, non statici. Anche se questo ci può a volte spaventare, riserva delle possibilità davvero inimmaginabili.

A volte, uscire dalla nostra quotidianità aiuta. Dieci minuti, è quello che consiglia la terapeuta di Chiara, fare qualcosa di nuovo, qualcosa che non ha mai fatto; per soli dieci minuti al giorno. Che sarà mai, pensa Chiara, che si trova in un momento in cui sente che tutto le è crollato addosso (suo marito quindi era il suo tutto? O è solo una delle nostre relazioni, seppur molto importante?) ma quei dieci minuti non le aprono solo porte, le spalancano portoni.

Questo ci dice come a volte basta davvero poco, per fare molto. E basta cambiare occhi, mappe, per vedere lo stesso territorio, in maniera diversa. Quante mappe puoi usare per cambiare un determinato territorio/situazione? (Grazie prof. Alessandro Salvini per avermelo insegnato).

Quando dico ai miei pazienti di provare a fare meditazione per dieci minuti al giorno hanno spesso delle resistenze, perché è qualcosa che non hanno mai fatto. Allora chiedo di provare, appena svegli, o prima di addormentarsi, a stare dieci minuti fermi, con gli occhi chiusi, e fare semplicemente attenzione al proprio respiro, all’aria che entra e che esce. A volte questo piccolo esercizio, che è la base della meditazione (fa così paura questa parola? Suvvia…), è il primo step per cambiare tutto, per ritornare al presente, alla consapevolezza, all’essere.

E così Chiara si accorge di essere qualcuno, uscendo dal ruolo di moglie (o per altre di genitore/figlia/partner, ecc.) e comincia a mettere in dubbio i suoi desideri e cosa la rende felice. Comincia ad aprirsi e a guardare più in là.

A chi lo consiglio?

E’ un romanzo che includerei nella letteratura adolescente, o young adult, di cui presto scriverò di più.

E’ un romanzo rivolto a chi si trova in una situazione simile, di grande cambiamento; alla fine di una lunga relazione, in un momento in cui non riesce a staccarsi da qualcosa o da qualcuno ritenendolo indispensabile.

E’ un romanzo che va letto in mezzo a romanzi più potenti, per alleggerirsi un pò.

E’ un romanzo che può far pensare ad altro, in un momento pandemico come questo. Senza impegno. Niente di spessore.

Per quando “hai voglia di niente”.

 

studioparvati

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