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Elisa Birri con Medici Senza Frontiere

Diverso

Perché è proprio dalla diversità che impariamo di più, da ciò che è più lontano e differente da noi.
Una delle cose che mi fa più soffrire è proprio la conseguenza di chi non capisce questo.
Quando ad esempio in una scuola italiana arriva uno straniero, a prescindere da dove e perché (che sarebbero comunque degli aspetti di grande crescita per i nostri bambini, che andrebbero condivisi e spiegati). Ma benvenuto, e grazie di esserci. Quell’anima è la porta per i nostri bambini, la porta verso un mondo diverso da quello che vivono tutti i giorni. Sta a noi adulti non spezzare la loro naturale curiosità verso ciò che non conoscono e anzi nutrirla, è così che si impara, è così, domandando sempre, arricchendosi sempre di sapere. Non si è mai arrivati.
La propria idea può cambiare, l’intelligenza è di chi cambia idea e rimane sempre aperto a conoscere, tutto.

Ho visitato circa 50 paesi diversi e in nessuno, dico in nessuno, mi sono sentita non accolta, come non vengono accolti gli stranieri nel mio paese. Spesso, molto spesso, questo mi fa piangere, non solo perché conosco i luoghi e le cause delle loro migrazioni, il tipo di viaggio che hanno dovuto sopportare e le emozioni che devono provare difronte a questi incomprensibili rifiuti e porte in faccia. Piango perché vedo italiani con cuori chiusi, nel loro piccolissimo mondo, che credono di loro proprietà, pieni di paura verso l’ignoto, senza accorgersi che quella paura deriva solo da loro stessi e che quelle porte le hanno chiuse loro stessi, all’amore universale, alla fratellanza e alla conoscenza.

studioparvati

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